Da
oramai più di dieci anni il progetto esplorativo della
risorgenza di Zompa lo Zoppo, situata nel comune di Arpino in
provincia di Frosinone, impegna il GSGM. Le particolarità
geologiche della cavità che è impostata tutta
nel conglomerato, le difficoltà tecniche dell'esplorazione,
ben 6 elettropompe ad immersione disseminate lungo il percorso
ipogeo, l'ambizioso progetto di collegarla a Buco Marcello ne
fanno, a tutt'oggi il nostro impegno maggiore.
L'esplorazione si presenta ardua per la particolarità
del territorio nel quale si apre la cavità. Si tratta
infatti della formazione di Santopadre che si presenta come
una roccia sedimentaria composta da clasti, che provengono principalmente
da elementi di rocce calcaree meso-cenozoiche (provenienti dai
rilievi carbonatici limitrofi all'areale di sedimentazione)
e subordinatamente da elementi di selce, siltiti ed arenarie.
Questa litofacies è caratterizzata da matrice prevalentemente
calcarenitica a cemento calcitico, e in alcuni tratti da prevalentemente
siltoso-argillose.
Per i meno esperti di termini geologici si tratta di una roccia
molto poco coerente, spesso franosa, intercalata da ampie zone
molto fangose. Da qui si comprendono i problemi che si possono
incontrare nella progressione e la difficoltà nell'utilizzo
delle pompe per lo svuotamento dei sifoni , in quanto spesso
le pompe si surriscaldavano per l'intasamento dei filtri.
A questo si aggiunge il trasporto del materiale, spesso molto
pesante , fino all'imbocco della grotta che può essere
raggiunta fino a circa duecento metri solo dal trattore, e poi
bisogna trasportare i materiali a piedi per un inesistente e
ripido viottoletto creato dai nostri passi e dalle nostre scivolate
con in mano e sulle spalle di tutto.
La progressione all'interno della grotta viene fatta sempre
indossando la muta da sub in quanto la cavità, per la
sua morfologia, non può essere mai completamente svuotata,
neanche con l'ausilio delle pompe, e spesso ci si trova o camminare
nel fango liquido o con l'acqua fino all'ombelico, i tratti
completamente all'asciutto sono il 20% dell'intera cavità.