Una risalita
fortunata:
la sorpresa di Buco Marcello
di Franco Bufalieri
Anomalia Geologica: questo è il termine ricorrente con cui viene
definita la grotta di Buco Marcello, sita nel comune di Arpino (Frosinone)
a 750 metri di altezza. Posizionata interamente in un solido conglomerato
essa convoglia tutte le acque meteoriche tramite le numerose piane-inghiottitoio
di Colle Lo Zoppo. La grotta presenta una struttura piuttosto articolata,
a tratti labirintica, a causa dei distacchi frequenti dei blocchi di
arenarie conglomeratiche intercalate nella roccia. Strutturata sostanzialmente
su due livelli, di cui l'inferiore sempre attivo, presenta una morfologia
meandriforme con una serie di condotti aperti dalle acque che hanno
trovato un punto debole negli interstizi sabbiosi del conglomerato dando
così origine alla cavità. Essa alterna ambienti stupendamente
concrezionati ad altri estremamente fangosi per il trasporto di sabbie
e detriti. Il ramo fossile e quello attivo sono collegati, dopo un salto
di 12 metri, da un cunicolo fangoso prodotto dal cedimento di uno dei
banchi fangosi presenti nella grotta. La risalita al nuovo ramo superiore
interamente costituita da sabbie cementate è stata possibile
solo grazie all'uso di un tubo telescopico di circa 10 metri. L'esplorazione
condotta dal nostro gruppo con la collaborazione di Franco Ciocci, ha
portato alla scoperta di una nuova via che, pur non superando attualmente
i 150 metri di sviluppo spaziale, rispecchia l'andamento di tutta la
cavità con la sua grande sala ben concrezionata, due condotti
semi attivi e una ampia galleria ostruita completamente dalle sabbie.
I tentativi di disostruzione di alcuni cunicoli non hanno prodotto per
ora seri risultati.
Un gruppo speleologico belga l'aveva scoperta nel 1988 e ne aveva prodotto
un primo rilievo, abbastanza schematico e limitato alla sola planimetria.
Col supporto di Emanuele Cappa è stato realizzato un rilievo
più preciso e completo di sezioni verticali. Le acque fuoriescono
dopo aver percorso quasi un chilometro, dal versante orientale della
collina Lo Zoppo, attraverso una risorgenza sifonante subito all'ingresso.
Alcune del luogo, improvvisati speleologi, erano riusciti a superare
il breve sifone della risorgiva, poiché in periodi particolarmente
siccitosi il livello del lago iniziale tende ad abbassarsi. Avevano
riferito di aver percorso per una decina di metri la cavità,
completamente allagata, in un ambiente ampio.
Il nostro gruppo , dopo ripetuti tentativi è riuscito a superare
il sifone della risorgenza chiamata 'Zompa Lo Zoppo', grazie anche alla
partecipazione di speleologi di altri gruppi e alla gentile collaborazione
della famiglia Rea e del comune di Arpino.
Per lo svuotamento sono state utilizzate tre pompe installate in due
punti diversi del sifone ed è stata abbassata la soglia di ingresso
di 1,5 metri.
All'interno è stato esplorato un grande salone di crollo concrezionato
(la cui larghezza raggiunge i 50 metri per 15 di altezza) senza prosecuzioni
fossili. Il ramo attivo è invece chiuso da un sifone il cui svuotamento
è fallito per ben due volte nei mesi scorsi solo per problemi
tecnici con le pompe.
Le esplorazioni sono ancora in corso e lasciano ben sperare.